Restelli nelle pagine del libro “Lo stile eterno”

C’è un tipo di posta che si apre in piedi, senza aspettare di sedersi. Durante l’estate è arrivata in corso Sempione una lettera che cominciava con «Cari Maestri» e annunciava l’invio di una copia. Poi è arrivato il libro. L’abbiamo aperto al banco, tra un paio di guanti e l’altro, e siamo andati subito a pagina 202. C’era il nostro nome e, nella pagina accanto, la fotografia di un attrezzo che qui dentro conoscono tutti.

Un libro che prende sul serio gli accessori

Lo stile eterno. Gli accessori dell’eleganza maschile è il nuovo libro di Gian Luca Bauzano, giornalista e curatore, firma del Corriere della Sera che si occupa da anni di moda e costume. È uscito a giugno per Marsilio Editori nella collana Mestieri d’Arte, curata dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, con l’introduzione del direttore generale Alberto Cavalli.

Il titolo viene da una frase di Yves Saint Laurent e dice subito da che parte sta il volume: lo stile da un lato, il passaggio delle mode dall’altro. Nelle sue duecentottantotto pagine sfilano gli oggetti che un uomo sceglie e poi tiene per anni. La camicia, la cravatta, il papillon, la pochette e la boutonnière, i gemelli, il cappello, il bastone, l’ombrello. E i guanti, che in elenchi come questo capita vengano nominati alla fine, e qui invece hanno il loro spazio.

Accanto ai ritratti di uomini contemporanei, una parte del libro riguarda gli atelier, la formazione e le scuole: chi quegli oggetti li fa e chi imparerà a farli.

Chi ha voluto questo libro

La Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte è nata a Milano nel 1995 per volontà di Franco Cologni, che ne è presidente. È un’istituzione privata non profit e da trent’anni fa una cosa semplice da dire e difficile da fare: tiene in vita i mestieri raccontandoli, studiandoli e portando i ragazzi a impararli in bottega. Le collane Mestieri d’Arte e Ricerche, pubblicate con Marsilio, ne ricostruiscono la storia. Il progetto Una Scuola, un Lavoro accompagna i giovani nei laboratori. Il titolo di MAM, Maestro d’Arte e Mestiere, riconosce chi quei saperi li pratica ogni giorno.

Quando una realtà così chiede di raccontare il vostro lavoro, non vi chiede la vetrina. Vi chiede il banco. È il motivo per cui abbiamo risposto volentieri, aprendo l’archivio e lasciando fotografare gli attrezzi.

Restelli, la bellezza è una storia di famiglia

È il titolo delle pagine che Bauzano dedica all’azienda, nella sezione del libro intitolata Gli artefici dell’eleganza. Il racconto parte dal 1920, quando i nonni di Raffaella Restelli aprono in corso Sempione, dove l’attività si trova tuttora. Passa dagli anni Cinquanta, quando Piero ed Enrica, genitori di Raffaella, introducono la collezione Sport e il guanto impermeabile in peccary foderato in opossum diventa un segno riconoscibile del jet set. Arriva a Raffaella, che ha raccolto il mestiere dei nonni e dei genitori.

Ci ha colpito la scelta dell’autore di raccontare il metodo invece dell’immagine: l’acquisto dei pellami in crust, la selezione secondo l’utilizzo, città o neve, secondo il genere e secondo il colore, e poi la lavorazione al banco, il momento in cui il guanto acquisisce la sua anima. È esattamente il modo in cui lavoriamo, ed è raro vederlo messo per iscritto. «La nostra ricerca di nuovi materiali e lavorazioni innovative è costante», dice Raffaella in queste pagine.

Un martello che lavora da più di ottant'anni

L’immagine scelta per accompagnare il testo, tratta dal nostro archivio, non ritrae un guanto ma un attrezzo: il martello punzonatore che usiamo da oltre ottant’anni, passato dai nonni ai genitori e poi a Raffaella, e ancora oggi in uso al banco. Manico in legno, testa in ferro, dei chiodini che formano la R di Restelli. Serve a timbrare le pelli prima che partano per la conceria, e quel segno le accompagna per tutto il percorso. Nelle pagine successive del libro compaiono altre immagini d’archivio, guanti e moffole della linea neve, e le mani delle nostre artigiane e dei nostri artigiani al lavoro. Vedere il proprio punzone stampato in un libro dedicato all’eleganza maschile è un modo insolito di guardarsi allo specchio. Racconta il mestiere meglio di qualsiasi presentazione. La storia del martello punzonatore: https://restelliguanti.it/artigianalita/

Una copia sul tavolo dell'atelier

Il libro è in libreria e sulle piattaforme online. La nostra copia è rimasta sul tavolo dell’atelier, e capita che qualcuno la sfogli tra un’operazione e l’altra. Che il guanto, fra gli accessori dello stile maschile, abbia un posto che non ha bisogno di essere rivendicato lo sapevamo. Vederlo scritto da altri fa un certo effetto.

I guanti che nascono da quel banco li trovate nello shop online e, da metà ottobre, in corso Magenta 32, dove torna il nostro temporary shop.

Alla Fondazione Cologni va un grazie di cuore. Racconta i mestieri con una serietà che si incontra di rado e ricorda a chi legge che dietro un oggetto fatto bene c’è sempre una mano che ha imparato, e qualcuno che le ha insegnato. Che in quel racconto abbiano voluto anche la nostra arte, che di guanti si occupa da più di cento anni, è quello che ci portiamo dietro da questa estate.

Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte

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