Rientrate a casa con i guanti bagnati di pioggia o di neve, e il gesto istintivo è appoggiarli sul calorifero. È il momento in cui la cura dei guanti in pelle si decide, e la risposta è fermarsi: la pelle chiede tempo, non calore.
La cura dei guanti in pelle comincia dall'asciugatura
Quando i guanti si bagnano vanno lasciati asciugare in modo naturale, lontano da fonti di calore come caloriferi e termosifoni. L’asciugatura artificiale rischia di alterare la pelle, rendendola secca e più soggetta alla rottura. Quella naturale preserva morbidezza, elasticità e durata nel tempo.
Nutrire la pelle quando perde morbidezza
La pelle va nutrita quando si nota che ha perso la sua morbidezza naturale. Succede spesso dopo che i guanti si sono bagnati: una volta asciugati all’aria risultano secchi. In quel caso, lasciateli asciugare all’aria e poi applicate una crema.
Una buona soluzione è una crema emolliente per le mani di qualità. Provatela prima su una parte nascosta del guanto, per valutare il risultato, e solo dopo passatela su tutta la superficie, stendendola uniformemente. Mentre applicate la crema, date al guanto la sua forma originale, allargando e tirando un po’ la pelle. Con un buon prodotto scompaiono anche gli aloni lasciati dall’acqua. La pelle non deve seccarsi: una pelle secca diventa fragile e si rovina con più facilità.
Acqua, scamosciato e lavaggio
Nessuna pelle è impermeabile per natura. Alcune, in particolare quelle dei guanti da sci, vengono trattate appositamente: il peccary, per esempio, lo rendiamo idrorepellente, come nell’art. 269/PO, dove si abbina alla fodera in opossum. Lo scamosciato merita un’attenzione in più, perché a contatto con la pioggia è più delicato di altri pellami. Fa eccezione l’art. 330, il primo guanto Restelli in scamosciato idrorepellente.
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Art. 330
€220
Il lavaggio non si fa a casa: se è necessario, affidatevi a una tintoria specializzata nel trattamento della pelle.
Conservare i guanti nei mesi in cui non si usano
A fine stagione i guanti vanno puliti e nutriti, poi riposti nei dustbag Restelli. L’importante è non lasciarli esposti alla luce e all’aria senza protezione.
Guanti che durano decenni
Con la cura giusta, un guanto realizzato con pellami selezionati può durare molti anni, anche decenni, perché la pelle tende a migliorare con l’uso invece di deteriorarsi. Lo vediamo dai racconti di chi li porta.
Un cliente si è presentato in azienda con un paio di guanti da sci Restelli, usati per sciate e giri in moto, ancora belli e funzionanti dopo 15 anni. Un altro ci ha inviato la fotografia dei suoi guanti in peccary dopo 30 anni di uso. Non è raro che ci vengano riportati guanti di 40 anni da rimettere in sesto: regali di famiglia che passano da una generazione all’altra.
La cura dei guanti in pelle è un gesto semplice, ma chiede costanza: asciugatura lenta, nutrimento quando serve, conservazione al riparo. È ciò che permette a un guanto di accompagnarvi per anni.


